Friday, February 25, 2005

Diario

gg1936


Ho soltanto 6 anni, quindi i ricordi sono rari e sbiaditi. Dalla
finestra della famiglia Mazzaferro che da sulla via del Gazometro vedo
sfilare gli Ascari, specie di truppe d'assalto di colore, vittime
predestinate nella guerra d'Africa, che il governo fascista aveva
intrapreso per conquistare il famoso "posto al sole".

Il quartiere aveva una fisionomia diversa da quella attuale. Dalla
Piazza del Gazometro, procedendo fino alla via del Porto Fluviale c'era
l'edicola di Milena, poi il barbiere Mario Fidani la cui moglie e'
vivente ed egli fu uno dei feriti del bombardamento del 1944, seguiva
una vendita di balle di fieno, destinate ai cavalli, poi la latteria ed
il bar Fenzi, seguiva il "Cantinone", dove si vendeva vino sfuso - poi
un'osteria di fronte c'era un venditore di ceste e plateaux poi i
mercati generali, seguiva il PSI, (due locali) uno dei quali oggi fa le
chiavi. Il governo fascista fece chiudere i locali del partito fino alla
fine della guerra (1940-44).

Proseguendo in via del Gazometro angolo via
Caboto c'era una drogheria e Pizzicheria e, come attualmente, la
Tabaccheria seguiva "Pasta all'uovo", poi una trattoria ed infine la
Chiesa San Benedetto, nel tratto di via P. Fluviale-via Ostiense, c'era
l'ufficio Postale dove lavorava mia sorella Elda (dove ora c'e'
l'Aeronautica) di fronte dove si vende materiale agricolo c'era la
Scuola Elementare "Aurelio Alonzi" che io frequentavo fino alla V in via
Caboto oltre alle Suore di fronte c'era il fornaio e salumiere
Marchetti.

Saltando in Via Ostiense alle spalle di via del Gazometro,
c'era il "Credito Italiano" la Banca d'America e d'Italia, dove ora c'e'
un negozio di calzature. Dove oggi c'e' il Banco di Roma, c'era una
macelleria il cui proprietario, Morettoni, fu protagonista di un duello
rusticano per motivi di gelosia e fu arrestato. Immutate la cartoleria
"Bianchi" e l'Istituto grafico Salomone. Facendo a ritroso la via
Ostiense verso San Paolo di fronte ai mercati generali, c'era la Romana
Gas e il dopolavoro, molto attivo specie nelle cerimonie religiose dove
si celebravano le comunioni dei figli dei gassisti, ricordo che al mio
tempo ci fu la partecipazione dell'allora Cardinal Montini che
successivamente divenne Papa Paolo VI; dopo il Gas, come ora anche se
con diversa attivita' c'era l'Enel, poi l'Acea con la famosa centrale
Montemartini, seguiva una simpatica trattoria popolare chiamata
"Venitece a trova' "subito dopo l'incannucciata oggi "Capocetta" e
l'adiacente terreno adibito a campo di calcio. Debbo riconoscere che mai
come allora era cosi' efficiente e ricco di iniziative da parte della
Romana Gas-Enel-Acea. Tutte le feste religiose e non, erano occasione di
ritrovo e di manifestazioni cui la gente partecipava con entusiasmo.



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1940-45


Il quartiere subisce notevoli mutamenti, laddove c'era la grande
distilleria (Via Ostiense angolo F. Negri) dove troneggiava in cima alla
palazzina un grande orologio meccanico che indicava con un segnale
acustico l'ora, contemporaneamente o quasi suonava la sirena della
Romana Gas alle sette meno dieci che chiamava a raccolta i suoi
dipendenti, lascio' il posto ad un palazzo di nove piani.

Altro evento che entra automaticamente nella storia e' la nuovissima stazione
Ostiense che l'anno precedente fu inaugurata con la fantasmagorica
cerimonia allestita per l'arrivo e l'incontro storico tra Hitler e
Mussolini. Fu un bagno di folla e Ostiense e l'Aventino furono
illuminate a giorno per l'occasione. Per la verita' la gente era
attratta si dall'arrivo del Fuehrer ma ancor di piu' dalla bella fontana
e dal nuovissimo orologio tecnologico prospiciente il frontale della
Stazione e dai mosaici della pavimentazione. In casa Di Giacomo arriva
il telefono dell'allora societa' T.E.T.I n.57480, la notizia ce la porta
Amleto mio fratello mentre noi Elsa, Elda ed io siamo al mare (luglio)
nello stabilimento chic "Plinius".

Le condizioni economiche sono migliorate, Otello lavora alla centrale
elettrica del Vaticano, Amleto presso l'areoporto dell'Urbe (via
Salaria) militarizzato, Romolo purtroppo parte come soldato di leva in
Albania, Elsa ha appena preso servizio come impiegata presso il
Ministero della Marina Mercantile.

Elda gia' lavorava da tempo alle Poste ed e' qui che conosce suo marito
Alessio esportatore ed esperto in agrumi presso i mercati generali. Io
frequento la prima media presso l'Istituto dei salesiani Pio IX, dopo
aver sostenuto un severo "esame di Stato" per l'ammissione alla scuola
media. Era lo spauracchio di tutti gli studenti di allora. Una notte di
gennaio vengo svegliato da mio fratello Otello il maggiore dei miei
fratelli per farmi vedere la neve, e' la prima volta. Grande stupore,
tanta, oltre trenta centimetri suoni ovattati, panorama inconsueto,
prima esperienza di gioco con la neve.

I giorni che seguirono furono drammatici perche' la neve gelo' a causa
di un forte vento di tramontana. Molti incidenti, freddo intenso una
piccola stufa a gas non riusciva a riscaldare la casa. Mio padre
lavorava ancora al Gas come semplice operaio, e proprio in occasione
della neve, tocco' a me portargli il pranzo. avvolto in un tovagliolo;
al cancello non lo riconobbi subito perche' era nero in faccia e avvolto
con un sacco di juta e dagli enormi zoccoli di legno, si trattava di una
precauzione empirica per attenuare l'intenso calore dei forni che ad
intermittenza erano alimentati dal carbon fossile. Era un periodo
abbastanza tranquillo, tutto sommato, la gente sembrava accettare un
tenore di vita modesto, ma dignitoso, rapporti umani eccellenti, le
differenze di classe erano notevoli ma non c'erano contrasti e
conflitti, le famiglie numerose accettavano quella condizione e
usufruivano di pacchi dono, per la maggior parte, commestibili e di
vestiario, anche da parte delle aziende.

Con il fidanzamento di mia sorella Elda con Alessio, giovane
commerciante, mia madre che si occupava a tempo pieno dell'andamento
della casa, mi elesse a controllore dei fidanzatini, ed io di buon grado
li accompagnavo e spesso mi portavano a teatro, allora uno dei piu'
quotati era l'Eliseo.

La stessa cosa accadde alcuni anni piu' tardi con mia sorella Elsa e
Guglielmo, che mi condussero piu' volte anche in sale da concerto
(Argentina,Valle, Eliseo) ricordo volentieri l'esibizione del pianista
Luciano Sangiorgi, del quale si perse ogni traccia in seguito. Insomma
nonostante striscianti segnali di crisi politica, tutto scorreva
tranquillo, ricordo il successo di giornali satirici, di costume e
quelli politici, propagandistici e faziosi.

Il Giornale d'Italia, Il Popolo di Roma, Il Messaggero ed altri di
regione che esaltavano l'amicizia dell'Asse Roma-Berlino-Tokio, le
adunate oceaniche del sabato a Piazza Venezia. Un sabato fascista nel
campo sportivo del Pio IX sotto il sole cocente di luglio ad un mese
dallo scoppio della guerra, venne a farci visita il "Duce" dopo ore ed
ore di esercizi ginnici tra i piu' spartani che io conoscessi.
Finalmente dopo molte ore di ritardo, ad una ad una sfilavamo con il
saluto romano ed una stretta di mano al Dux che ci conduce suggellava la
giornata fascista. Quando il 10 giugno ci fu l'annuncio della guerra,
con la sua solenne dichiarazione alla radio, moltissimi esultavano,
molti altri erano taciturni, altri scuotevano la testa, di sicuro non
c'era la percezione di una cosi' grande tragedia.

In quell'anno fu inaugurato il cinema "Tirreno" che esordi',
naturalmente, con un film propagandistico come "L'assedio dell'Alcazar"
dove si esultavano le forze fasciste che incalzavano i sovversivi rossi
nella martoriata Spagna. I cinegiornali ci tempestavano sulle gesta
compiute dai "sorci verdi" aerei e dalle forze navali della X-Mas che si
preparavano ad attaccare i nemici franco-inglesi. Conquistata gia' da
tempo l'Albania il Duce non trovo' di meglio che rompere i reni alla
Grecia e qui nacque la preoccupazione per nostro fratello Romolo che
essendo di leva in Albania, si trovava automaticamente al fronte in
piena linea.

Ricordo che alla partenza per l'Albania questi giovani cantavano in coro
una canzone dell'epoca, intitolata "Vento portami via con te", ma credo
che successivamente il loro entusisasmo fu presto sublimato dal
precipitare degli eventi. Nonostante l'impegno delle madrine, che erano
ragazze che individualmente adottavano un soldato mandandogli dei pacchi
e della corrispondenza per sostenerli e rincuorarli, la guerra era
guerra ed i morti ed i feriti diventavano sempre piu' numerosi. La
madrina di Romolo ci venne a trovare si chiamava Tosca, era belloccia,
aveva grandi occhi ed un bel sorriso.

Nel secondo anno di guerra, nonostante l'ottimismo dell'informazione
faziosa che annunciava grandi vittorie in Africa, in Grecia, ed i grandi
successi dell'Asse, e la forza incontenibile delle truppe tedesche del
III Reich: con l'attacco al fronte russo, tutti avevano la sensazione
che tutti i bollettini di guerra che ogni ora ci piovevano addosso,
stridevano con le informazione sotto banco, che ricevevamo dai feriti,
rientrati in Patria che smentivano clamorosamente quell'ottimismo
ingiustificato degli organi di informazione governativi. Cominciavano a
distribuire le carte annonarie per limitare i consumi, insomma le
conseguenze della guerra si cominciavano a sentire.

Che le cose si mettevano di male in peggio lo confermavano i primi
messaggi via radio che era severamente proibito ascoltare, ed uno di
questi, il piu' puntuale, ogni sera sotto lo pseudonimo di "Mario
Appelius" oltre che aggiornarci sulla situazione reale, mandava segnali
in codice per le truppe e per i partigiani che cominciavano ad
organizzarsi nel resto del Paese. Sembra che questo Mario Appelius
trasmettesse da Londra, infatti piu' comunemente veniva identificato
come "Radio Londra". Anche noi che prima del telefono possedevamo una
radio "Crosley"con molta cautela ascoltavamo questi messaggi. Molti sono
stati presi con le mani nel sacco e sono stati perseguitati e mandati al
confine chiunque era contro il regime era considerato un sovversivo che
equivaleva ad un appestato, anche se non avevi la tessera del Partito
fascista eri sospettato di disfattismo.

Mamma si faceva in quattro per mettere insieme il pranzo con la cena, ma
diventava sempre piu' difficile. Fu istituito l'obbligo dell'oscuramento
per evitare possibili bersagli al nemico. Il pericolo di bombardamento
della nostra citta' diventava sempre piu' possibile. A scuola furono
esposti numerosi manifesti che ci consigliavano come comportarci in caso
di attacco aereo, e raccomandavano qualora fosse necessario, di portare
con se' la maschera antigas in dotazione, in caso di attacco con gas
asfissiante.

Ricordo che la prima volta che suonavano le sirene con quel suono
lugubre, ci siamo rifugiati tutti in fontana per molte ore, dopo il
cessato pericolo si seppe che era un ricognitore francese e quindi privo
di bombe. Purtroppo ormai gli allarmi si facevano sempre piu' frequenti,
ed erano occasione di aggregazione tra gli abitanti, tant'e' che tra noi
giovanissimi (1942) tra le altre cose, ci scambiavamo informazioni e tra
le piu' affascinanti c'era la possibilita' che con un marchingegno
simile alla radio, era possibile trasmettere e ricevere immagini in
tempo reale da tutto il globo. Era la televisione alle prime esperienze.

Tutti in famiglia eravamo coscienti che le cose peggioravano sempre di
piu' e ci chiedevamo quanto ancora dovesse durare la guerra, l'ultima
illusione che in qualche modo fece sperare in un ribaltamento della
situazione militare, fu la notizia trapelata che poi risulto' vera, che
era in atto una grande offensiva tedesca con mezzi di distruzione nuovi
ed in grado di raggiungere e distruggere "Londra". Si trattava dei
famosi missili V2.

Quando ormai la sconfitta si andava via via
definendo, crollava la campagna in Russia, con la battaglia di
Stalingrado in cui i tedeschi lasciavano sul terreno un enorme numero di
morti, spazzata via l'effimera conquista dell'Africa settentrionale da
parte degli alleati sulle coste francesi, l'Italia con l'arresto del
Duce e la fuga ingloriosa del re, chiedeva la pace separata.

Nel lontano Oriente, dove il Giappone nostro alleato dopo aver compiuto
il raid a Pearl Harbour che ha scatenato l'allargamento del conflitto,
le cose si mettevano male. Certi ormai di essere in balia della
sconfitta totale con l'aggravante di una latente guerra civile e
ritrovarci i tedeschi ex-alleati, ora diventati nemici, dovevamo trovare
ogni mezzo per sopravvivere. Con il bombardamento di San Lorenzo, il
primo che Roma subiva (19/07/44) con ventimila morti ed un continuo
mesto pellegrinaggio da parte dei cittadini, e quelli che seguirono ad
Ostiense e Trastevere, le autorita' e la Chiesa Romana di concerto con
le forze alleate, dichiararono solennemente "Roma citta' aperta" e
quindi esclusa dagli attacchi aerei.

Ormai si viveva alla giornata, i tedeschi ed i fascisti tenevano in pugno la citta',
anche se scarsi di numero, il nostro esercito privo dei comandanti felloni era allo sbando.
Tutti o quasi attendevano l'arrivo degli americani perche' mettessero
fine al disastro, ed avere un minimo di cibo per sopravvivere.

E' difficile dimenticare le scene di cittadini che raccoglievano il
verde dei prati, e senza possibilita' di condimento lo ingerivano. Per
ogni cittadino un solo panino al giorno. Mio fratello Amleto con mezzi
di fortuna, come molti altri si recava in provincia e scambiando
indumenti e scarpe, riusciva a tornare con della farina, zucchero e
legumi, si prendevano d'assalto magazzini e treni che contenevano generi
alimentari, con il rischio di essere abbattuti dai soldati tedeschi di
guardia (Stazione Ostiense). Noi non avevamo piu' notizie di Romolo,
nostro fratello, che era al fronte greco-albanese, anche laggiu' eravamo
in rotta e tallonati dai partigiani greci e slavi che decimavano o
facevano prigionieri i nostri soldati cui l'unica via di scampo era il
mare (Durazzo via Taranto).

Come se non bastasse si propago' la voce che
Tedeschi e fascisti davano la caccia ai giovani maschi, molti dei quali
erano involontariamente disertori, cosi' molti furono mandati ai campi
di concentramento, o messi a lavorare nelle loro basi logistiche. Ancora
non si conosceva la tragedia della deportazione ebraica. Tutti gli
edifici della citta' sembravano abitati da donne, vecchi e bambini. In
realta' i giovani per scampare al sequestro si nascondevano negli
abbaini o sui terrazzi passando ore interminabili a giocare a carte e
sempre sul chi vive! La domenica anche per uscire dall'incubo e dalla
paura ci si riuniva in casa a ballare e gia' circolava un tipo di musica
di chiaro stampo d'oltreoceano, cui i giovani erano facile preda delle
nuove tendenze e la speranza si faceva sempre piu' strada; si
fantasticava e si pregava di ritrovare i propri cari ed i propri amici
scampati alla tragedia.

Dopo la deposizione di Mussolini, 25 luglio, si
era costituito un governo provvisorio, ricordo ancora presieduta dal
Conte Calvi di Bergolo, non fascista ma sostenuto dai tedeschi per
tenere in qualche modo le fila della situazione amministrativa, legale
ed igienico-sanitaria.

Da tempo gli alleati erano sbarcati in Sicilia ma la marcia verso nord
era lentissima. Le notizie ormai erano trasmesse col passa parola da
coloro che venivano dall'esterno della citta' quando glielo permettevano
e da Radio Londra che esortava i giovani a ribellarsi alle autorita'
tedesche.

Il bombardamento ad Ostiense (due volte) mi trovo' al Pio IX
che ancora frequentavo e dal cortile della ricreazione vedevamo le bombe
sganciate da grosse formazioni di aerei americani; si diffuse la notizia
che Ostiense era rasa al suolo. Con il cuore in gola arrivai a casa,
percorrendo le macerie della via Ostiense distrutta, il nostro stabile e
pochi altri erano rimasti miracolosamente in piedi. Molti amici persero
la vita e molti feriti. Il morale era a terra, decidemmo di trasferirci
a casa di Elda mia sorella, novella sposa, a Monteverde.

Il matrimonio di Elda fu l'unica parentesi gioiosa in tempo di guerra,
per mancanza di mezzi, furono impegnate cinque o sei graziose carrozze
d'epoca trainate da cavalli, sembrava un matrimonio d'altri tempi.
L'abbigliamento sobrio ed estremamente modesto tradiva la precarieta'
della situazione. Il rinfresco avvenne presso l'allora notissimo Caffe'
Berardo, alla Galleria Colonna in seguito. Io indossavo pantaloni corti
grigi ed una strana sahariana bleu. Ci trasferimmo a Monteverde con le
suppellettili caricate su due carretti dei mercati generali per sfuggire
ad eventuali nuovi attacchi aerei.

Siamo nell'inverno del 1944, cominicia l'estenuante attesa degli alleati
per porre termine a questa tragedia che rischia di coinvolgerci tutti
nonostante il privilegio di essere una citta' protetta si dagli attacchi
aerei, ma non dalle razzie tedesche e dalle rappresaglie dei partigiani.
Ormai Roma e' stretta nella morsa e tutte le vie d'accesso
Tiburtina-Prenestina-Laurentina-Appia in particolare erano martellate
dall'aria, impedendo i gia' scarsi rifornimenti di vettovaglie e diretti
alla popolazione romana. Il lungo assedio a Montecassino aveva bloccato
gli alleati. Le notizie erano frammentarie e quando sembrava prossima
l'invasione tutto tornava come prima.

Si era ormai allo stremo, neppure con i soldi ci potevamo procacciare il
cibo. Finalmente una notte tra il 4 e il 5 giugno 1944 con un fragore
assordante, capimmo che gli alleati erano giunti nella capitale, al
mattino, diretti al centro dalla via ostiense, un fiume interminabile di
soldati, carri armati, cannoni e camions militari, jeeps e tanto
materiale bellico che non avevamo mai visto prima di qulle dimensioni.
Circondati dall'entusiasmo dei cittadini; un giorno indimenticabile come
hanno vissuto tutti i popoli oppressi, e' finito un incubo. Particolare
curioso, il primo pane che ci hanno distribuito era bianco immacolato
all'interno, era farina canadese che faceva contrasto con quello nero
nostrano fatto di crusca, e chissa' di che altro.

Comincia la ricostruzione, molto lentamente, quando ancora le truppe
alleate ormai giunte al nord, liberano giorno dopo giorno il resto
d'Italia, Milano assiste all'orrenda esecuzione sommaria del Duce e
della sua amante, si compiono vendette dovunque. In Europa c'e'
l'incontro storico tra gli alleati e l'esercito russo che dopo la
resistenza di Stalingrado ha inseguito al gran galoppo i fuggitivi
tedeschi; a Berlino, subito dopo con il processo di Norimberga vengono
alla luce le nefandezze del nazismo, ma la guerra nell'altro emisfero
non e' finita. Il Giappone, rimasto ormai l'unico spezzone dell'asse
Roma-Berlino-Tokio, ingaggia una furiosa guerra con gli Americani che
dopo l'aggressione di Pearl Harbour hanno trasferito le forze aeree e
navali in estremo Oriente.

Siamo nel 1945 la prima bomba atomica viene sganciata ad Hiroshima
un'orrenda strage che segnera' il destino delle generazioni future, per
le conseguenze delle radiazioni nucleari. E' finita, il Giappone si
arrende. Comincia la spartizione del mondo a Yalta.
Churchill-Roosvelt-Stalin sono gli interpreti del patto.

In Italia proclamata la nuova Costituzione subito dopo il referendum che
sanziona per pochi voti la vittoria repubblicana, ci sono troppi
nostalgici, un grosso partito cattolico (DC) e il PCI-PSI che fanno
fronte comune a sinistra. Comincia la kermesse dei partiti per la lotta
per il potere. Gli italiani si dividono come in Europa in due blocchi,
uno comunista ed uno occidentale, inizia la "guerra fredda". Fino ad ora
la nostra vita quotidiana scorreva lentamente e l'unica preoccupazione
era di sopravvivere, cercando tutto cio' che era commestibile e
raggiungibile anche con il rischio di soccombere sotto qualche raffica
di mitragliatrice con la quale i tedeschi cercavano di mantenere
l'assalto ai magazzini alimentari, e in qualche rara occasione per
esorcizzare la paura, ci si riuniva nelle abitazioni per ballare e
divertirsi in qualunque modo.

Con la liberazione ognuno risprendeva il
proprio lavoro, chi ancora l'aveva, altri si ingegnavano in mille arti e
mestieri specie coloro come i reduci che scampati al massacro non hanno
ritrovato i familiari, vittime di bombardamenti. Nella nostra famiglia
ci furono notevoli cambiamenti.




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1950-1958


Io e pochi altri frequentavamo il Liceo Cavour, nella via omonima. Elsa
aveva ripreso l'impiego al Ministero della Marina Mercantile ed aveva
incominciato a studiare l'inglese perche' aveva l'opportunita' di
migliorare la sua condizione per essere assunta dalla nascente azienda
farmacautica americana Squibb.

Otello era stato assunto dalla Romana Elettricita', oggi Enel. Amleto,
data la sua esperienza di motorista, si metteva in societa' per la
riparazione e trasformazione di vetture di tutte le fogge in grado di
circolare.

Romolo era in procinto di essere assunto alla Romana Gas ed Elda ormai
sposata con due figlie Mariella ed Anna Lisa lasciavano la casa di
Monteverde per trasferirsi in Calabria nella casa del marito Alessio. La
lotta politica si fa aspra, crescono come funghi le sezioni di partito,
la propaganda e' grottesca, spietata, gli attacchini di manifesti
politici imbrattano ogni angolo della citta' e spesso vengono alle mani
tra loro. Comunisti e socialisti fanno fronte comune, la D.C. e
l'estrema destra monarchica e fascisti reagiscono, portando la
Democrazia Cristiana al potere con una schiacciante vittoria di De
Gasperi.

Ma la rissa continua tra i clericali forchettoni e i comunisti che
bruciano le chiese... Questo clima di crociata dove i comunisti rossi
erano messi all'indice ed i clericali dello scudo crociato definiti
filoamericani imperialisti ed affamatori del popolo, non impedi' la
frenetica voglia di emancipazione della gente che con ogni mezzo voleva
uscire dalle rovine della guerra.

Roma stava diventando un enorme cantiere, calpestando ogni regola ma
incrementando l'edilizia, si aprivano negozi e laboratori di ogni
genere, si notavano le prime auto utilitarie.

In casa Di Giacomo arriva (1953) un'auto seminuova "l'Aprilia" della
Lancia, marca prestigiosa che nostro padre Giacomo, con i soldi della
liquidazione, ci offre per aiutarci ad incrementare i nostri guadagni e
consentirci di avviare una tintoria (Monteverde) con macchine
industriali, dove Romolo ed Amleto che pur lavorando alla Romana Gas
intendevano arrotondare i guadagni e consentendo a me di occuparmi nelle
ore libere della piccola azienda. Io frequentavo, dopo aver abbandonato
il Liceo, l'Istituto Britannico Berlitz (Piazza Venezia) per lo studio
della lingua inglese.

Dapprima le cose andavano a gonfie vele, poi cominciarono i primi
problemi, molti clienti non erano in grado di pagare il lavoro da noi
prodotto, e ben presto il costo del personale divento' insostenibile ed
allora si decise di rinunciare a terzi, e sia Romolo che Elsa che
partecipavano economicamente all'impresa, l'abbandonarono, così si
decise di lasciare a me il compito di gestire ciò che rimaneva del
laboratorio; nel frattempo avevo conosciuto una bella ragazza che per
ultimo era stata assunta come commessa da noi, ed insieme a lei
tentammo, visto che io non riuscii a trovare un impiego fisso, di
gestire la tintoria (1956).

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