Come volevasi dimostrare, ad ogni cambio di governo si torna a parlare diprogrammi,di accordi attorno ad un tavolo,di convergenze tra partiti cespugli,che si compattano, si scindono,temporeggiano,dissentono,votano,siastengono,si uniscono e subito danno vita ad un numero imprecisato di commissioni che dovrebbero occuparsi
dei problemi del Paese.
Al primo punto, il debito pubblico il fantomatico "PIL" e le "Pensioni", la disoccupazione,la casa,la "Riforma Elettorale"che a furia di riforme ha assunto l'aspetto della timbratura del cartellino di presenza del posto di lavoro, quindi
una semplice operazione di routine per di più facoltativa come quella dei pianisti
dei due rami del parlamento.
Poi non puo mancare l'ennesima concertazione governo sindacati e parti sociali che dovrebbe definirsi concentrazioni su quanti scioperi si svolgeranno prossimamente...
Naturalmente un paio di adeguamenti al trattamento economico dei parlamentari, prima che si sciolga la legislatura,visto mai dovesse accadere prima del tempo previsto, naturalmente allineato non a quello dei ferrotranvieri, ma a quello più modesto degli alti magistrati...
Tutti gli altri previlegi sono di ordinaria amministrazione e di assolutamente irrilevante. La presenza in aula è garantita specie durante lo svolgimento di votazioni
particolarmente importanti,fatta eccezione per quelle coincidenti con le partite della "champions league."
Intanto si stila l'elenco degli aumenti,facile:Benzina bolli sigarette autostrade treni luce gas riscaldamento, i francobolli, per il momento sono esentati gli ortaggi
perchè hanno autoraggiunto livelli da oreficeria.
Naturalmente si ripropone il problema "Medio Oriente" cui si auspica una soluzione
pacifica,riunendo intorno ad un tavolo con al centro gli USA e il prezioso contributo
dell'Italia..
Siamo in attesa di conoscere le conclusioni del dibattito che dovrebbe sciogliere il partito della Quercia e la Margherita per dar vita al partito Democratico.
Un innesto vegetale di improbabile attecchimento.
Ma gli elettori sono comunque rassicurati perchè qual'ora fosse necessario possono determinare il successo o la sconfitta della formazione che sarà in grado di illudere ancora una volta le eterne aspettative di un buon governo che riproporrà le solite stanche proposte trite e ritrite e i soliti argomenti carichi di impegni e programmi fasulli e di falsi propositi di progresso sociale e democrazia virtuale.
E' sorprendente anche se sopìta la tenacia e la costanza della partecipazione al voto del quasi il 70 x cento dei miei concittadini cui va tutta la mia simpatìa.
Quello che mi lascia stupefatto è la pretesa dei soliti noti da un cinquantennio
che propongono programmi innovativi e riformisti con la stessa mentalità della prima costituente, senza minimamente sconfessare le loro certezze fallimentari.Si salvi chi
può e tiremm'innanzi.
Saturday, January 27, 2007
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